Per i rover e le scolte

Una proposta per la route

Camminare_04

Ecco un’esperienza da vivere con la comunità R/S, magari in route quest’estate, o in un’uscita lunga dedicata a questa attività.

La proposta è quella di sperimentare quanto i discepoli di Emmaus  hanno vissuto nel racconto del brano evangelico di Luca (Lc 24, 13-35).

L’esperienza è costituita in 5 passi. Per ogni passo qui sotto trovi due sezioni.

La proposta di attività da preparare (magari insieme ad un pattuglia incaricata dalla comunità).

La sezione  “dietro le quinte”  spiega il senso dell’attività. Non spiegare tutto ai tuoi compagni. Alla fine ci sarà un momento per rielaborare l’esperienza vissuta.

Le immagini che ci aiutano ad evocare la scena, sono del pittore francese Arcabas (pseudonimo di Jean-Marie Pirot)

 

Se vuoi scaricare i file pdf dell’attività clicca qui.

Interagire con una storia biblica significa entrare nel campo della “condivisione delle esperienze”, ascoltando e raccontando agli altri, nella comunità, qualcosa della propria storia.
Rover e scolte, capi e vicende bibliche, diverse storie che si incontrano.

È possibile leggere nella propria vita il passaggio di Dio, ritrovando in essa ciò che è narrato anche nella Parola di Dio.

Si tratta di vivere delle esperienze insieme, trovare nel racconto biblico risonanze e analogie e rielaborarle attraverso la narrazione: essere accolti, ascoltare un racconto, reagire alle provocazioni, cercare assieme un significato importante per la vita.

1 - Lungo la strada

Camminare

Scegli un tratto di percorso adeguato (circa 11 Km, le 7 miglia del brano evangelico)

Appena iniziata la strada la comunità  incontra due persone che raccontano un’esperienza di delusione, tristezza, dubbio…

A questo punto viene lanciata una  riflessione personale.
Per la prima parte del cammino ognuno dovrà riflettere su un’esperienza che gli ha segnato la vita in negativo (di tristezza, dolore, paura, delusione, dubbio, etc.).

Dopo circa 4 km fai trovare ai tuoi compagni  un sacchetto pieno di sassi (non pesantissimo) con scritta una delle parole chiave (dolore, paura, etc.). I sacchetti devono essere 2 per ogni parola.

Si formeranno automaticamente delle coppie e cominceranno a portare la busta insieme (per circa 4/5 km) e raccontarsi l’esperienza (nel rispetto della riservatezza di ciascuno).

DIETRO LE QUINTE

Le due persone rappresentano i discepoli che si allontanano da Gerusalemme addolorate per la morte di Gesù.

Sono tristi e deluse. Quanto avevano sperato si è rivelato un’illusione e non c’è altra scelta che andare via, allontanarsi definitivamente: il numero 7 (le miglia di distanza tra Gerusalemme ed Emmaus) indica l’infinito.

Parole chiave sulle buste: dubbio, paura, rabbia, delusione, rimpianto, tristezza, scoraggiamento, fallimento, perdita, abbandono…

2 - L'accoglienza

Affiancarsi

Prima del punto di arrivo, ancora in cammino, si incontrerà l’assistente, il quale avrà il compito di  dare degli spunti di riflessione sul rileggere gli eventi della nostra vita, la nostra storia di delusione, paura, ecc. alla luce della Parola di Dio.

Se non è possibile incontrare l’assistente, potrà esserci l’incontro con un qualcuno che vi offra un “bella testimonianza” oppure anche un vostro capo che parla a cuore aperto.

Dietro le quinte

Gesù si affianca ai due discepoli, ancora incapaci di riconoscerlo. Ed inizia a parlare con loro.

L’assistente rappresenta Gesù che spiega ai discepoli le scritture, attraverso le quali riescono a interpretare in modo diverso gli eventi accaduti, a trovarne il senso profondo. Esiste una Storia nascosta dentro le nostre storie, un progetto che Dio sta realizzando. La Parola ci aiuta a capire quale è il senso nascosto allo sguardo superficiale

3 - Il pasto

Condividere

Nel punto di arrivo della strada in andata occorre preparare e vivere la celebrazione eucaristica, con la lettura dei brani biblici del giorno.

Si possono utilizzare i sacchetti pieni di sassi per costruire l’altare.

Se non è possibile incontrare un sacerdote, si può vivere con intensità la lettura della Parola e condividere il pane.

A questo punto si apriranno le buste contenute nella parte più bassa del sacco e si scoprirà che sotto i sassi c’è una merenda dolce.

In cerchio, proponi un momento di condivisione in cui ognuno racconta, con una foto portata da casa, un bell’incontro che ha fatto nella sua vita.

Dietro le quinte

La celebrazione eucaristica è il momento in cui i discepoli si accorgono di avere incontrato Gesù allo spezzare del pane. Parola e Pane, Verità e Amore.

Dopo l’incontro con Gesù anche le esperienze negative vengono trasformate.

Ci sono incontri significativi che trasformano la vita.

4 - La scomparsa

Riconoscere

Prima di ripartire, consegna a ciascuno un cartoncino con una domanda sul senso della vita alla luce della parola di Dio: quale buona notizia mi porto nel cuore e vorrei testimoniare ad altri?

Si cammina in allegria per concludere la tappa della giornata.

Preghiera della sera: è l’occasione per condividere brevemente le risposte che ognuno ha dato alla domanda ricevuta prima del ritorno.

 

Dietro le quinte

Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.

Riconoscere il bene presente nella vita dà energia per affrontarla e il desiderio di renderne partecipi gli altri.

I discepoli ritornano a Gerusalemme senza aspettare altro.

5 - Il ritorno

Annunciare

Il giorno dopo….

Preghiera del mattino : lettura del brano dei discepoli di Emmaus (Lc. 24,13-35) per rileggere l’esperienza della strada.

È il momento di agire. Lancia la proposta di realizzare preghiera di ringraziamento che raccolga le “buone notizie” condivise nella serata precedente per raccontarle a più gente possibile.

Oppure, con la tua comunità potreste decidere di realizzare voi un video #parlamidilui per raccontare a tutti del vostro incontro.

Se vuoi inviarci quanto realizzato dalla tua comunità clicca qui.

Dietro le quinte

Rileggere l’esperienza

Chi guida questo momento dopo la lettura del vangelo mette in relazione quanto letto con quanto vissuto.

Come i discepoli sentiamo il bisogno di andare a raccontare ad altri che l’incontro con Gesù può cambiare la vita.
Quale buona notizia abbiamo e a chi vogliamo raccontarla?